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sabato 6 dicembre 2008

Segoni

Veri e propri artisti della meccanica, i due fratelli toscani negli anni '70 si guadagnano la fama di ottimi telaisti dopo il debutto con la loro special motorizzata Laverda 750. Alla prima 200 miglia di Imola ('72) infatti, la moto pilotata da Brettoni conquista una eccellente nona posizione.
Lo schema del telaio è simile a quello Egli, con un grosso tubo centrale che passa sotto il serbatoio.



Le corse di durata sono la loro palestra, e lo schema a trave centrale con motore appeso, quindi senza culla inferiore, diviene un marchio di fabbrica.



Il pallino del barbuto Giuliano però, è il telaio monoscocca (schema che affascina da sempre molti preparatori) : con l'aiuto del fratello architetto ne esce un capolavoro in alluminio marronellato a sostegno dell'amato propulsore Laverda 750.



Tuttavia fino alla prematura scomparsa di Giuliano Segoni nel '78 il maggior numero di special stradali vengono costruite attorno al motore Kawasaki 900, anche se la più bella rimane forse la realizzazione su base MV 4 cilindri.





Tratto da Motociclismo d'Epoca 10/2004

1 commento:

Mark Von Manten ha detto...

Tecnicamente sono troppo ignorante per esprimere giudizi..la moto dell'ultima foto è fantastica quasi quanto la barba del Segoni!