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giovedì 11 febbraio 2010

L'inghiottitore



Questa Guzzi è un'opera (di più di 15 anni fa) dell’olandese Eric Willemse, sulla scia del fenomero "Dr. John" che evidentemente ha dato coraggio a molti di lanciarsi nella competizioni con il bicilindrico di Mandello.
A differenza del Dottore quella di Eric ha
la trasmissione finale a catena.
Forse la modifica più ovvia per l'impiego agonistico, ma operazione tutt'altro che semplice.
Cito da motoitaliane.it :
"La trasformazione della Swallower consiste in uno speciale albero (scanalato internamente) che gira su due cuscinetti, facendo in pratica da manicotto all’albero uscente dalla scatola del cambio. Vengono poi impiegati dei normali ingranaggi per convertire l’asse di rotazione di 90°, trasmettendo il moto a un pignone, il cui perno risiede all’interno della piastra sinistra in alluminio che funge da fulcro per il forcellone."
Altro punto di forza la sospensione anteriore Hossack:
"L’architettura dei bicilindrici di Mandello rende difficile il loro collocamento nel telaio: la scarsa inclinazione del cannotto di sterzo (necessaria per garantire la dovuta maneggevolezza) rischierebbe infatti di far interferire la ruota anteriore con il basamento, quindi la Swallower non doveva fare i conti con la necessità di dover installare un ammortizzatore posteriore più rigido del necessario.

Viste queste premesse non capisco quindi perchè la stessa Guzzi (che all'epoca aveva contattato Dr. John) non abbia scelto una direzione di questo tipo per lo sviluppo delle proprie sportive, senza nulla togliere alla MGS.

2 commenti:

Enrico ha detto...

C'è del genio in questa moto! :-)

Superpantah ha detto...

Si, veramente grande moto, è quella da cui poi venne ricavata questa versione stradale:

http://superpantah.blogspot.com/2009/04/hossack-guzzi.html